Festival Nuove Rotte della Cultura 2014 – serata finale all’Almagià – interviste alle band: 2ª parte

La serata era ormai entrata nel vivo, frotte di persone continuavano ad arrivare, curiose di scoprire cosa nascondessero in quella notte del 16 maggio le Artificerie Almagià di Ravenna.

Mi sono con fatica dileguata dalla grande sala, dove gli undici artisti creavano le loro opere e il pubblico numeroso li ammirava estasiato, e mi sono intrufolata tra le quinte di Nuove Rotte della Cultura.

Negli stanzini nascosti dell’Almagià ho incontrato i musicisti che si sono esibiti durante quel particolare evento. Tutti diversi, ognuno unico nel suo modo di parlare, di vestirsi, di atteggiarsi. Ognuno speciale nel suo modo di essere, nel voler comunicare particolari emozioni attraverso una canzone, nel volersi esprimere in merito a un argomento che più gli sta a cuore rispetto ad altri.

Un po’ in imbarazzo inizialmente, di fronte a persone che sicuramente ne sanno molto più di me di musica, mi sono fatta avanti e ho posto loro la prima domanda: scontata forse, ma in fin dei conti non meno importante delle altre che gli avrei fatto.

“Perché avete deciso di partecipare al Festival Nuove Rotte della Cultura?”

Federica Mollynari, la dj dei Toomany Selectors, che sarebbe entrata in scena nell’ultima parte della serata, ha risposto in modo pungente e conciso: essere in quel momento a Nuove Rotte significava partecipare a “un’importante iniziativa culturale, interessante e insolita, volta a promuovere l’arte in una provincia, quale Ravenna, purtroppo un po’ chiusa.”

il_buio_in_6_low4d9aba A Il Buio e Gli Anni Luce è piaciuta l’idea in sé della festival, ovvero la ragion d’essere di Nuove Rotte: unire insieme su uno stesso piano arte in atto e musica suonata dal vivo. “Creare un evento aperto al pubblico”, sottolineano Alberto Zòrdan e Andrea Grigolato de Il Buio, “dove più tendenze artistiche si incontrano in un unico spazio, e la musica si inserisce fra loro, formando il sottofondo delle performance”. Alla band thienese un evento del genere non è estraneo; qualcuno di loro, infatti, partecipa attivamente come volontario a progetti simili, quali GigiZeta e Pulsart Restart: il primo – acronimo di Gruppo Giovani Zanè –, è un’associazione no-profit proprio come V!RA2019, che si occupa dell’organizzazione e gestione di eventi musicali, culturali e sportivi insieme a Cascina Irma; il secondo è un importante festival indipendente dedicato alle arti contemporanee.

Riguardo alla modalità del concerto, Alberto Zòrdan ha sottolineato una cosa interessante: “non ci ha turbati l’idea di trovare una pedana al posto del palco. Anzi preferiamo questa alternativa, perché favorisce un contatto più diretto e vicino al pubblico”.

armesQuaL Almagià, 16-5-2014 I ragazzi di armesQuaL hanno risposto alla domanda citando una loro canzone, Bisanzio: “si tratta di un pezzo musicale” spiega il bassista Manu, “che nasce a partire da una riflessione sull’importanza del periodo bizantino a livello culturale, in quanto momento in cui si attua un vero e proprio scambio multietnico”. armesQuaL, che in dialetto romagnolo significa ‘mescolamento’ e ‘confusione’, rappresenta questo scambio multietnico: “un gruppo di amici” conclude Manu “dove convivono e si fondono persone di culture diverse e svariati generi musicali”. Dunque la band non poteva mancare a una tappa come Nuove Rotte della Cultura, festival che si è svolto proprio nell’ex capitale dell’antico impero bizantino: Ravenna.

“Come può secondo voi la cultura virare verso nuove rotte?”

Tutti i ragazzi delle band mi hanno risposto con lo stesso incipit: il Festival Nuove Rotte è già un virare verso nuovi orizzonti, perché consiste in un evento da emulare per imboccare la vera svolta. L’ingrediente segreto per Il Buio è “portare l’arte fuori dalle strutture solitamente a essa adibite, e in particolare riunirla in un sol luogo, per favorire un maggiore interscambio tra gli artisti e un pubblico attivo”. Gli armesQuaL aggiungono che è necessario anche un altro cambio di tendenza: “smettere di costruire a scapito del territorio, e cercare invece di riutilizzare spazi già esistenti, riadattandoli a seconda dell’uso”.

foto gli anni luce Fondamentale è anche creare un evento a ingresso libero o offerta libera, che lasci la possibilità a chi lo desideri di esibirsi e di aumentare la propria visibilità, senza far dipendere la produzione artistica dal fattore ‘vendibilità’. Questa questione è molto sentita da Gli Anni Luce, che sono stati felici di suonare liberamente, creando un concerto tutto improvvisato. “Purtroppo” precisa la band “per dar vita a eventi come quello di stasera sono necessari i mezzi e soprattutto la richiesta, ed è sempre più spesso in base a quest’ultima che si decidono le cose”.

“Ci sono band o artisti che più vi piacciono e/o a cui maggiormente vi ispirate?”

Ai gruppi Gli Anni Luce e armesQuaL piace un po’ di tutto: non c’è un genere o un artista in particolare che prevale nell’esibizione finale. “Nei nostri concerti improvvisiamo sul momento, trasformando in musica quello che ci viene da dentro e che ci ispira la serata stessa” rispondono Gli Anni Luce. I gusti dei singoli componenti di armesQuaL rappresentano quel “tutto” di cui parlo sopra: si parte dall’elettronica dei Massive Attack per Luca, passando dal british punk britannico dei The Clash e dal jazz della nota Nina Simone con Francky, fino ad arrivare alla formazione romagnola folk rock l’Araba Fenice con Raffo e chiudendo con il Bob Marley di Manu.

Il Buio, Almagià, 16-5-2014 I ragazzi de Il Buio sentono l’esigenza di tornare alle istanze originarie del punk e hardcore, e per farlo mescolano tutta la loro musica preferita, dandole una personale interpretazione; tra gli artisti favoriti ci sono: gli storici Beatles, il gruppo post-hardcore At the Drive-In, The Mars Volta per il loro eclettismo musicale, la band hardcore punk nativa di Ravenna Actionmen, e il tocco finale del nostro Fabrizio De Andrè.

L’intervista era infine giunta al termine: qualcuno doveva andarsene, qualcun’altro invece entrare in scena. Ho salutato i ragazzi, felice di aver fatto la loro conoscenza e di essermi confrontata con loro.

Appena ho potuto mi sono fiondata nel salone dell’Almagià, per tendere l’agguato agli artisti all’opera per Nuove Rotte.

Simona Guandalini

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